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Guida5 min di lettura

Modulo per la raccolta firme: il modello da copiare

Un modulo per la raccolta firme pronto da copiare, le colonne che quasi tutti dimenticano, e cosa guarda chi lo riceve prima di darti retta.

Scritto da Nolides Velásquez

«Modulo raccolta firme» è il nome del foglio con la tabella dove le persone scrivono il proprio nome, uno sotto l’altro. Sembra la parte più semplice di tutta la faccenda, ed è lì che si rovinano parecchie raccolte: il foglio si fa di fretta, si dimentica una colonna, e sei settimane dopo non c’è modo di dimostrare nulla.

Qui c’è il modello e, sotto, cosa bisogna capirne.

Il modello

Copia e sostituisci quello che sta tra parentesi quadre. Vale per un comune, una scuola, un condominio o un’azienda.

RACCOLTA FIRME

Alla cortese attenzione di [carica e nome di chi decide — es. Sindaco di (comune)]

I sottoscritti, [chi siete — es. residenti di via (nome), (quartiere), (comune)], chiedono che [la richiesta, in una sola frase, con un verbo].

[Comune], [data].

Nome e cognome Documento Telefono o email Firma Data

Foglio ___ di ___

Intestazione sopra, tabella sotto, e l’intestazione ripetuta su tutti i fogli.

Le cinque cose che quasi nessuno mette

La richiesta, per intero, su ogni foglio. Se sta solo sulla prima pagina, le altre sono fogli con dei nomi che non dicono a cosa abbia aderito nessuno. Chi li riceve può scartarli, e a volte lo fa.

La colonna del recapito. Manca praticamente in tutti i modelli che circolano. È quella che regge l’elenco il giorno in cui qualcuno dice che le firme non sono reali: senza un modo per rintracciare chi ha firmato, non c’è nulla da verificare.

La data, firma per firma. Non la data in alto: quella di ogni riga. Un elenco senza date può essere stato fatto ieri o tre anni fa, e non si distingue.

La numerazione dei fogli. «Foglio 3 di 7» è ciò che impedisce che uno si perda per strada senza che nessuno se ne accorga.

Un verbo nella richiesta. «Migliorare la sicurezza stradale» non si può approvare né respingere. «Installare un attraversamento pedonale al civico 120» sì, ed entrambe le risposte sono un passo avanti.

Cosa guarda chi lo riceve

Non il totale delle firme. Tre cose, in quest’ordine.

Se chi firma esiste ed è di qui. Duecento firme della via in questione pesano più di diecimila da tutto il paese. Chi riceve sta valutando se la richiesta rappresenti le persone che riguarda, e un elenco enorme di gente senza legame con la questione indebolisce quell’argomento invece di rafforzarlo.

Se si sa quando ha firmato ciascuno. Per questo la colonna della data.

Se si può dimostrare che dopo non è stato toccato nulla. Questo è il punto debole di tutti i formati. A un foglio si aggiunge una riga. Un foglio di calcolo si modifica. E nella maggior parte dei siti di firme su internet, i nomi vivono in una banca dati amministrata dal sito stesso: se qualcosa cambia, non c’è modo di dimostrarlo.

Da lì esce sempre la stessa obiezione, questo non prova niente, e siccome non si può rispondere, la conversazione finisce.

Carta, internet, o entrambe

La carta vince in una situazione precisa e piuttosto comune: quando le persone che devono firmare sono già nello stesso posto e non vivono sul telefono. Una tavoletta davanti alla scuola o in portineria raccoglie firme che un link non raggiunge mai, e proprio dalle persone il cui nome pesa di più.

Internet vince in portata, nel non perdere l’elenco, nel poter avvisare dopo chi ha firmato e nel poter attestare quando è arrivata ciascuna firma.

Quasi tutte le raccolte che funzionano usano entrambe e consegnano i due elenchi insieme. Quello che non serve a raccogliere è un gruppo di messaggistica: uno screenshot di persone che scrivono «ci sto» non ha nomi completi, né date affidabili, né modo di mostrare che non è stato modificato.

I dati del modulo sono dati personali

Vale la pena averlo chiaro prima di stampare, perché il foglio finisce per contenere nomi, documenti e telefoni di parecchie persone.

Tre regole. Usali solo per questa richiesta. Non pubblicarli, nemmeno la foto del foglio pieno sui social. E non lasciare la cartellina in vista mentre raccogli, con le firme precedenti che si leggono da sole.

Cosa succede dopo la consegna

Consegnala sempre per iscritto, al protocollo, e tieni la ricevuta: senza ricevuta non hai come mostrare che hai consegnato qualcosa.

Sollecita dopo tre settimane citando il numero di protocollo. Un sollecito con un riferimento ottiene risposte che uno senza non ottiene.

Pubblica la risposta, qualunque sia, compreso un rifiuto. Chi ha firmato ha diritto di saperlo, ed è ciò che decide se firmeranno la prossima.

Se vuoi che si possa verificare dopo

Quando la raccolta è su internet, su Causfy ogni firma porta il proprio certificato, una per una, e chiunque può verificare che combaci senza dipendere da noi.

Non equivale a una firma di proprio pugno, e non lo diremo. Quello che fa il certificato è rispondere alla terza domanda qui sopra: quando è stato firmato e che il testo firmato non è cambiato da allora.

Come si organizza tutta la raccolta, a chi si rivolge, in che tempi e cosa rispondere quando la contestano, è in petizione online.

Scopri come funzionano le firme su Causfy: crearla non costa nulla, non c’è limite di firme e ognuna esce con il suo certificato.

Domande frequenti

Cosa deve contenere un modulo per la raccolta firme?

Un’intestazione con il destinatario e la richiesta, in una frase ripetuta su tutti i fogli; e una tabella con nome e cognome, documento di identità, un recapito, la firma e la data. La colonna del recapito è quella che manca in quasi tutti i modelli ed è quella che regge l’elenco se qualcuno lo contesta.

Come si fa un modulo per la raccolta firme passo per passo?

Scrivi la richiesta in una sola frase con un verbo, individua chi ha la competenza per deciderla, ripeti quella frase nell’intestazione di ogni foglio, stampa la tabella, raccogli le firme con la data, consegnala al protocollo e conserva la ricevuta.

Un modulo scritto a mano è valido?

Sì. Non esiste un formato ufficiale per una richiesta rivolta a un comune, a una scuola o a un condominio. Quello che decide se ti daranno retta non è il formato, ma che la richiesta sia concreta, che chi firma si identifichi e che risulti la data.

Posso chiedere il documento a chi firma?

Puoi chiederlo ed è la prassi, perché consente di verificare che le firme siano reali. Questo rende il modulo un archivio con dati personali: usalo solo per quella richiesta, non pubblicarlo e non lasciarlo in vista mentre raccogli.

Temi

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