Come fare una petizione è la metà facile: qui sotto c’è un modello e lo si copia. La parte difficile arriva dopo, quando la consegni e la persona dall’altra parte decide se quello è un documento o un elenco di nomi.
I sette passi
- Metti la richiesta in una frase, con un verbo. «Installare un attraversamento pedonale in via Bento, all’altezza del civico 120.» Se non sta in una frase, sono due richieste e le perdi entrambe.
- Scopri chi decide davvero. Non chi conosci, ma chi ha la competenza. Una petizione consegnata all’ufficio sbagliato viene archiviata senza essere letta, ed è il modo più comune in cui queste cose falliscono.
- Scrivi il testo. Modello qui sotto.
- Decidi se carta, online o entrambe. Di solito entrambe: la carta funziona dove le persone sono già insieme, un link raggiunge tutte le altre.
- Raccogli le firme con nome completo e un modo per contattare. Senza recapiti non puoi dimostrare nulla dopo, ed è la prima cosa che viene contestata.
- Consegnala e conserva la prova. Una copia protocollata, una ricevuta, una raccomandata. Senza prova non hai come mostrare che la consegna è avvenuta.
- Sollecita, citando quel riferimento.
Il modello da copiare
Vale per un comune, una scuola, un condominio o un’azienda. Sostituisci quello che sta tra parentesi quadre.
PETIZIONE
Alla cortese attenzione di [carica e nome di chi decide — es. Sindaco di (comune)]
I sottoscritti, [chi siete — es. residenti di via Bento, (quartiere), (comune)], chiedono che [la richiesta, in una sola frase, con un verbo].
Motivazione. [Due o tre paragrafi: cosa succede, da quando, chi ne è toccato, cosa si è già provato. Fatti e date, senza aggettivi.]
Richiesta. Alla luce di quanto sopra, chiediamo [ripeti la richiesta, parola per parola] e domandiamo una risposta scritta.
[Comune], [data].
Nome e cognome Indirizzo o comune Recapito Firma
Tre dettagli di questo modello cambiano il risultato e di solito si perdono:
- La richiesta compare due volte, all’inizio e alla fine, con le stesse parole. Chi legge in diagonale non può non vederla.
- «Domandiamo una risposta scritta» trasforma il documento in qualcosa a cui bisogna rispondere, non solo da leggere.
- La colonna del recapito, che quasi tutti i modelli dimenticano. È ciò che regge l’elenco se qualcuno sostiene che le firme non sono reali.
Cosa fa pesare una petizione
Non ha quasi nulla a che vedere con il numero di nomi.
Chi la riceve guarda tre cose, in quest’ordine.
Che chi firma esista e sia di qui. Duecento firme delle persone della strada in questione pesano più di diecimila da tutto il paese.
Che si sappia quando ciascuno ha firmato. Un elenco senza date può essere di ieri o di tre anni fa.
Che si possa dimostrare che dopo non è stato cambiato nulla. È il punto debole di ogni formato. Su carta si aggiunge una riga. In un foglio di calcolo si modifica tutto. E nella maggior parte dei siti di petizioni quello che esiste è un elenco di nomi in una banca dati amministrata dal sito stesso.
Su Causfy ogni firma esce con il proprio certificato, e chiunque verifica che combaci senza dipendere da noi. Non è come firmare di proprio pugno, e non sosterremo il contrario. Risponde a una domanda più stretta, che guarda caso è quella che viene posta: quando è stato firmato e che il testo non è cambiato da allora.
Cosa può creare problemi davvero
Chiedere qualcosa collettivamente è attività ordinaria e nessuno può rinfacciartela.
Il contenuto sì. Valgono le stesse regole di qualsiasi altro testo: non accusare una persona di un reato che non puoi provare, non diffamare, non pubblicare dati personali altrui. Una petizione su un insegnante che descrive dei fatti è una cosa; la stessa petizione che lo insulta è un’altra.
I dati di chi aderisce sono dati personali
Vale la pena averlo chiaro prima di stampare, perché il foglio finisce per contenere nomi, documenti e recapiti di parecchie persone.
Tre regole. Usali solo per questa richiesta. Non pubblicarli, nemmeno la foto del foglio pieno sui social. E non lasciare in vista le adesioni precedenti a chi sta firmando adesso.
E dopo
Sollecita dopo tre settimane, citando il riferimento della ricevuta di consegna. Un sollecito con un numero ottiene risposte che uno senza non ottiene.
Pubblica la risposta, qualunque sia, compreso un rifiuto. Chi ha firmato ha diritto di saperlo, ed è ciò che decide se firmerà la prossima.
Conserva l’elenco: firme, date e prova di consegna. Queste cose tornano, e la volta dopo si riparte da lì invece che da zero.
Carta, internet, o entrambe
La carta vince in una situazione comune: quando le persone che devono firmare sono già nello stesso posto e non vivono sul telefono. Un modulo in portineria raccoglie firme che un link non raggiunge mai, e proprio da chi pesa di più.
Internet vince in portata, nel non perdere l’elenco, nel poter avvisare dopo chi ha firmato e nel mostrare quando è arrivata ciascuna firma.
Quasi tutte le campagne che funzionano usano entrambe e consegnano i due elenchi insieme. Il modulo da stampare, con tutte le colonne, è in modulo per la raccolta firme; cosa cambia farla online, in petizione online.
Scopri come funzionano le firme su Causfy: crearla non costa nulla, non c’è limite di firme e ognuna esce con il suo certificato.
Domande frequenti
Come si fa una petizione passo per passo?
Metti la richiesta in una frase con un verbo, scopri chi ha davvero la competenza per deciderla, scrivi il testo, decidi se carta, online o entrambe, raccogli le firme con nome e un recapito, consegnala al protocollo e conserva la ricevuta, e sollecita dopo tre settimane citando quel numero.
Cosa deve contenere una petizione?
Una sola richiesta chiara con un verbo, chi la avanza, la motivazione con date e fatti, la data, e un elenco firme con nome completo e un modo per contattare ciascuno. Il modello in questo articolo li copre tutti.
È legale fare una petizione?
Sì. Chiedere collettivamente a chi ha un potere di fare qualcosa è attività ordinaria e tutelata. Quello che può creare problemi è il contenuto: accusare una persona di un reato senza prove, diffamare, o pubblicare dati personali altrui.
Una petizione obbliga a fare qualcosa?
No. Nessuna petizione obbliga un comune, una scuola o un’azienda a decidere in un certo senso. Quello che fa è mettere una richiesta collettiva davanti a chi decide, agli atti, con una data.
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